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mercoledì 21 ottobre 2009

CL E LEGA: L'AFFARE È SERVITO

Riporto da "Il fatto quotidiano" del 1 ottobre 09, articolo scritto da Ferruccio Pinotti

CL E LEGA: L'AFFARE È SERVITO
È il nuovo patto di ferro portato avanti con la Compagnia delle Opere e la benedizione di Formigoni e Bossi


E' IL NUOVO ASSE segreto della politica, delleconomia e della finanza. E' lintesa di cui non si pu parlare. È il patto di ferro che nei prossimi mesi muterà molti scenari in una serie di delicati scacchieri fatti di grandi business, di appalti, di equilibri politici e istituzionali. Comunione e Liberazione ha infatti scelto la Lega come partner forte per un progetto di vasto impatto e di lunga gittata. Un disegno che si articola su una serie di capisaldi, per ora percepiti con difficoltà dagli osservatori esterni, ma ben chiari ai vertici di Cl e del Carroccio.
Pietra angolare dell'intesa è il federalismo. L'obiettivo dei due movimenti è sfruttare la de-strutturazione dello Stato, e il progressivo passaggio di molte sue competenze alle Regioni, per trasferire dal pubblico al privato una serie di aree di lucrose attività che vanno dalle scuole allenergia, dalle autostrade alla sanità, dalla formazione all'immigrazione. Braccio operativo sarà la Compagnia delle Opere, la potentissima organizzazione vicina a CL che raggruppa 34.000 imprese, per un fatturato stimato in 70 miliardi di euro. Spetterà alla CdO il compito di trasformare l'indebolimento dello Stato unitario in una gigantesca opportunità di business.
Il piano prevede una serie di step , che sono stati anticipati da Roberto Formigoni in agosto durante il meeting di Rimini. Il primo ruota intorno ai decreti attuativi della legge sul federalismo già approvata: il governo deve emanarli entro due anni. Ma, nei decreti attuativi è possibile infilare di tutto, e di questo Cl e Lega sono ben consci.
La seconda mossa riguarda, invece, la cosiddetta trattativa con lo Stato. Che cosa sia Formigoni lo ha spiegato il 24 agosto quando, davanti ai vertici entusiasti del movimento di Umberto Bossi, annunciato che Lombardia e Veneto intendono sottrarre al governo centrale il maggior numero possibile di competenze. Le due regioni, insomma, non puntano solo al federalismo fiscale, ma vogliono la gestione di unampia serie di aree strategiche che comprendono le strade, lambiente, la scuola, forse persino il nucleare, quanto meno in termini di attuazione del piano nazionale di realizzazione delle centrali. Nell'attuazione del federalismo, ha detto il governatore ciellino, un passo importante è quello di sfruttare la possibilità offerta dall'articolo 116 della Costituzione, come la Lombardia sta cercando di fare. La Carta prevede infatti che, su iniziativa della Regione, lo Stato possa attribuire, con una legge, la competenza esclusiva su alcune materie che sarebbero, di norma, riservate allo Stato. Molte cose, ha annunciato Formigoni, si possono fare senza ricorrere ad un cambiamento della Costituzione , ma con una trattativa per ottenere competenze specifiche. Noi siamo pronti ad occuparci esclusivamente delle dodici materie che abbiamo già richiesto. Unidea che ha trovato subito daccordo uno degli ospiti donore del Meeting di Cl, il ministro leghista Roberto Calderoli, che ha parlato di una modifica della Costituzione per dare più potere alle Regioni lasciando intravedere la linea di programma comune tra il movimento fondato da don Giussani e il Carroccio. Così Formigoni ha metaforicamente indossato la camicia verde e, mutuando linguaggio leghista, ha parlato di un diritto da parte dei cittadini ad autodeterminarsi e scegliere il proprio modello di riferimento. Poi, tra gli applausi scroscianti, ha recitato il mantra meno burocrazia per le aziende, scandendo gli obiettivi: La sanità va gestita tutta in ambito regionale. Solo certe materie possono restare al governo. Ogni cittadino ha il diritto di farsi curare dove vuole e di scegliere in quale scuola mandare i figli. Abbiamo finanziato in questi anni 10.000 progetti di famiglie lombarde tramite lassociazionismo, contro la logica centrali-sta. Ricco di prospettive, nellaccordo ClLega, è pure il business delle infrastrutture. Formigoni al Meeting ha ammesso candidamente: Abbiamo già lente lombardo Cal (Concessioni Autostradali Lombarde, ndr) per le autostrade, a metà tra Stato, Anas e Regione. Siamo forti nel trasporto ferroviario per i pendolari con Fs e Ferrovie Nord: è ora di dire basta alla direzione romana.
I leitmotiv del leader politico di Cl sono gli stessi della Lega: Bisogna stabilire livelli diversi di imposizione fiscale tra regioni e attrarre investimenti; serve un accordo delle Regioni con Province e Comuni per la gestione dei soldi e per il federalismo fiscale.
Anche i servizi pubblici, nella nuova filosofia di Cl e Lega, vanno ricalcolati in base a nuove unità di misura. Per Formigoni il passaggio dalla logica del costo storico a quella del costo standard, ottenuto con il federalismo fiscale, rappresenta il passaggio dal vizio alla virtù.


LA SPARTIZIONE DELLE REGIONI DEL NORD
In questo scenario, una partita chiave è quella della spartizione delle grandi regioni del Nord. Cl ha un ruolo di mediazione chiave tra Pdl e Lega, che si contendono Lombardia e Veneto, con un pensiero attento anche al Piemonte.
LaLega,alleregionalidel2010,vo rrebbeprendersi le tre regioni più ricche dItalia, Lombardia, Piemonte e Veneto, ma sa che se vuole un patto sul fronte degli affari deve arrivare a un compromesso politico. Lipotesi che sta quindi maturando, allinterno del Carroccio, è lasciare la Lombardia non tanto a Forza Italia, quanto a Formigoni, ovvero a Cl e alla Compagnia delle Opere, in cambio della presidenza del Veneto (il laico Galan non è amato da Cl e il suo regno è messo in discussione dalla Lega) e magari del Piemonte.
RestalincognitaUdc.Madifrontea unpattochiaro congliuominidiPierferdinandoCa sinianchelaLega dirà di sì al governatore Formigoni. Il presidente della Regione Lombardia ne è convinto e ha auspicato che l'alleanza con lUdc possa essere confermata a cominciare dalle regionali del prossimo anno in Lombardia. I rapporti con la Lega in Regione, ha detto al Meeting, sono ottimi. Noi lavoriamo per allargare lalleanza, per rinnovare il patto con lUdc su basi chiare e valori condivisi. Spero sia un patto a 360 gradi su tutto il territorio nazionale e sono convinto che anche la Lega, di fronte a una proposta chiara di alleanza, dira di sì. La Lega è un partito intelligente e abile e finché non vede patti chiari dirà di no. Ma la chiarezza interessa anche a noi, non vogliamo papocchi o pasticci. Se faremo un patto chiaro lo sottoporremo agli amici della Lega. Il tema della presidenza della Regione Lombardia continua comunque ad essere spinoso, ha lasciato capire Calderoli. Ma la stanza di compensazionediClsapràcertamen terisolvereicontrasti.La sanità, la scuola e i trasporti sono alcuni tra i molti e ricchi settori di business per Cl. Ma non cè ambito alqualeilbracciodellaCompagnia delleOperenon guardi con lungimiranza. Uno di questi è il nucleare, una materia in cui la programmazione è ancora tutta da stendere, consentendo perci alle aziende della Compagnia delle Opere di inserirsi a vario titolo. Non a caso, a discutere di nucleare al meeting erano presenti Fulvio Conti, ad e dg di Enel; Umberto Quadrino, ad di Edison; Giuliano Zoccoli, presidente di A2A, la potente azienda nata dalla fusione tra la Asm di Brescia e la Aem di Milano. I top manager dellenergia italiana si sono definiti vecchiamicidelmeeting eabenedirelintesasièmosso fino a Rimini il ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola.

RELIGIONE E FINANZA VANNO DACCORDO
Ma a progettare il nucleare italiano con i big ciellini erano anche lad di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, così come il responsabile della localizzazione degli impianti nucleari Enel, Igino Chellini; come pure Franco Cotana, promotore della Piattaforma Tecnologica Nucleare Sostenibile Italia; Frantisek Pazdera, vicepresidente della consorella europea Sustainable Nuclear Energy Technology Platform; Silvio Bosetti, dg della Fondazione Energylab.
Cl non aspetta che le occasioni di business succedano, le anticipa. In questo disegno complessivo di appropriazionedelleareeincuila competenzadello Stato verrà progressivamente erosa a favore del business di Cl e Cdo, ha un ruolo importantissimo la finanza, chiamata ad erogare credito alle aziende amiche a sostenere grandi progetti infrastrutturali. La Compagnia delle Opere ha costruito un sistemaoliatissimo,unnetworkne lqualeogniazienda aiuta laltra, in un rapporto committente-fornitore che disegna uneconomia ciellina forte e integrata, quasi un mondo a parte, isolato dal mercato.
Già nel 2000 il titolare dell'impresa edile Romagnoli, Camillo Agnoletto, impegnato nella ricostruzione del Teatro La Fenice di Venezia, raccontava allEspresso: Noi non abbiamo aderito per motivi ideali. Con Cl io non centro, sono un uomo di sinistra. Ma ladesione ti garantisce le informazioni giuste sui bandi di gara, i finanziamenti Ue, le opere pubbliche; ti offre un colloquio privilegiato con le banche; pu sveltire i rimborsi dalla Regione; ti assiste nel ginepraio delle leggi urbanistiche. In due parole, se ti metti con loro hai dei vantaggi. Dal 2000 la situazione nelleconomia e nella finanza è molto peggiorata, l11 settembre 2001 e lo tsunami finanziariodel2008hannoresofra gilimolteimprese, che sono divenute estremamente bisognose di una rete, di un network efficiente e solidale.
Proprio ci che la Compagnia delle Opere è in grado di offrire. Dall86 ad oggi la Cdo ha compiuto passi da gigante, divenendo un sistema di assistenzaalleimpreseestremame nteintegratoedefficiente. Ormai, se non sei della Compagnia delle Opere ormai non hai quasi più accesso al credito; con la Cdo invece entri dappertutto, hanno le loro banche, in qualche modo garantiscono per te anche se hai problemi, racconta al Fatto il titolare di unimpresa veneta che preferisce non essere menzionato. In effetti la Cdo ha stretto in questi anni rapporti preferenziali con molti istituti, in molti casi anche informaufficiale.Traglisponsor del30meetingdi Cl cera il primo gruppo bancario italiano, Intesa-San Paolo. Il suo ad Corrado ... si muoveva con scioltezza nei palazzi della fiera di Rimini, regalando sorrisi e predicando la necessità di un piano concreto di lungo termine, per uno shock positivo all'economia ed alla società, investendo sulla coesione sociale.
... suadente annunciava: Fra i 500 miliardi di Intesaperilcredito,unacifracon siderevole,unterzo del Pil, ci sono 60-70 miliardi di linee di credito
affidate ma non utilizzate, soprattutto alle medie, piccole e piccolissime imprese. Un chiaro messaggio al
mondo della CdO. Un altro big presente al Meeting era Carlo Fratta Pasini, presidente del Banco Popolare, il colosso della finanza cattolica che negli anni del cattolicissimo Fazio a Bankitalia è stato un protagonista nellambito delle merger & acquisitions bancarie.
La presenza di ... e Fratta Pasini delina bene i contorni di una finanza ciellina da tempo in movimento. A ben guardare, labbraccio tra Lega e Cl ha radici profonde nel progetto di una grande Banca Padana caldeggiato da Giampiero Fiorani nel tentativo di scalata alla Banca Antonveneta, poi fallito per lesplodere delle inchieste giudiziarie sul banchiere. Ma in questa direzione si muoveva anche la banca della Lega, la Credieuronord (un buco da14miliardidilire),salvatapro priodaFioranicon lassenso del governatore di Bankitalia Antonio Fa-zio. Una compagnia di giro, ora rinviata a giudizio, che fu sul punto di far sua, con le complicità della sinistra impegnata in Unipol-Bnl, una fetta importante della finanza nazionale, ma anche il Corriere della Sera.
Propriolecomplicitàsegretedell asinistrarendono forte e pregnante lintesa tra CL e Lega. Al meeting di Rimini 2009 gli invitati donore, oltre ai vertici della Lega, sono stati Luigi Bersani ed Enrico Letta, non Silvio Berlusconi, il cui mancato invito (il Cavaliere non è stato gradito nemmeno per un saluto) è apparso un segnale chiarissimo: la galassia di Comunione e Liberazione considera già archiviato Berlusconi. E guarda con interesse a chi, come la Lega,garantiscevantaggiosealle anzeanchesulpiano dei progetti imprenditoriali. Ma pure a chi, come certe componenti della sinistra, è pronto ad accordi operativi nelle aree di proprio dominio.
Inquestocaso,ilterrenodintesaè quellodellecooperative (una grande realtà, che vale il 7% del Pil nazionale) in cui Cl e Cdo hanno avviato accordi che prefigurano un super inciucio degli affari. Il presidente di Coop Italia - che raggruppa 10.000 imprese agricole - Vincenzo Tassinari, non ha esitazione ad ammettere, da noi intervistato per Il Fatto al Meeting di Cl: Sono 15 anni che siamo presenti al Meeting di Cl e riconosciamo che la Compagnia delle Opere ha gli stessi valori predicati e praticati da noi. La Cdo ha un grande patrimonio di valori: lavoreremo insieme per altri 30 anni.
Ai vertici delle cooperative rosse evidentemente non disturba il fatto che nel 2007 l'ex presidente regionale della CdO in Calabria, l'imprenditore Antonio Saladino, sia stato coinvolto nellindagine giudiziaria della Procura di Catanzaro curata fino al mese di ottobre 2007 dal sostituto procuratore Luigi de Magistris.
Né il fatto che nel 2008 a seguito di un'indagine della Guardia di Finanza per un giro di tangenti, corruzione e turbativa d'asta, l'ex presidente della sezione trentino della CdO, Giuseppe Todesca, avrebbe confessato di aver chiesto una tangente di 260.000 euro in favore della Compagnia delle Opere ad un imprenditore.

GLI AFFARI TRASVERSALI CON LA POLITICA
Proprio linchiesta Why Not ha mostrato quanto forti siano le trasversalità di Cl e Compagnia delle Opere. Alleanze così estese da riflettersi nel cosiddetto Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà, nato nel 2003 come tavolo di discussione bipartisan sulla sussidiarietà, la parolina che è il grande cavallo di ... con il quale si fa a pezzi il pubblico per favorire il business dei privati. Il promotore, lonorevole Maurizio Lupi del Pdl, è vicepresidente della Camera ed un politico in forte ascesa. Insieme a lui, nellIntergruppo, gli azzurri Luigi Casero, Angelino Alfano, Gianfranco Blasi; per lUdc la senatrice Maria Grazia Sestini e Luca Volontà; per la sinistra il diessino Pierluigi Bersani, Enrico Letta ed Ermete Realacci della Margherita. Tutti insieme appassionatamente per battaglie come la legge 80, inserita nel decreto sulla competitività, nota come la Più dai, meno versi e lintroduzione del 5 per mille nella Finanziaria 2006, ma anche per lapprovazione della legge delega in materia dellimpresa sociale.
Ma la vera novità, oggi, è senza dubbio quellintesa organica di Cl con la Lega che ha spinto Bossi a recarsi in Vaticano e a dichiarare Siamo noi il vero interlocutoredellaChiesa,cosìc omeautilizzarela battaglia del Giornale contro Dino Boffo per piazzareallaguidadelquotidiano deivescovi,Avvenire, un direttore (il nome che più circola è quello del ciellino doc Roberto Fontolan) gradito alla grande lobby di Comunione e Liberazione. Sul territorio, intanto,fiorisconopoirealtà,co mePadaniaCristiana, che costituiscono il trait dunion naturale tra il leghismo militante e integralismo cattolico.
Si prepara così, a poco a poco, un blocco moderato, cattolico e affaristico, pronto a gestire con efficacia e preparazione il tramonto dell'Unto del Signore.

venerdì 10 luglio 2009


Sono state tante le novità a Saronno in questo periodo e mi scuso per non essere stata in grado di comunicarvele passo passo per problemi di tempo.

Come sapete è stato eletto Porro Luciano ma la maggioranza al consiglio comunale era della coalizione pdl udc e lega.
Nel giorno 3 luglio i consiglieri di maggioranza:
Angelo Veronesi
Raffaele Fagioli
Sergio Giannoni
Claudio Sala
Carlo Pescatori
Annalisa Renoldi
Enzo Volontè
Lodovico Cesare Scolari ( detto Chicco )
Luca De Marco
Fabio Vito Ottone Mitrano
Vittorio Vennari
Gianfranco Librandi
Mario Daniele Etro
Lorenzo Azzi
Michele Marzorati
Massimo Giovanni Beneggi
hanno rassegnato le dimissioni facendo cadere la giunta. Ora Saronno è commissariata.

Noi non intendiamo prendere posizione politica in senso strettamente ideologico, o di partito. anzi siamo riconosciuti proprio per la nostra apoliticità ma pensiamo che qualche considerazione sia d'obbligo.
In dieci giorni infatti Porro ha ridotto il consiglio di amministrazione della saronno servizi s.p.a. da 8 a 3 elementi, con un conseguente risparmio totale di circa 30.000 euro all'anno. Sottolineo n 10 giorni.
Non si vede perchè un'inizio del genere che promette d'essere un'amministrazione per il bene di Saronno al di là delle ideologie debba essere trasformato in una fine che ci porta per'altro al commissariamento e ad un'ulteriore spesa per le prossime elezioni.

Non si può ricercare il bene di Saronno al di là dell'appartenenza di partito?

La risposta in base alla campana che si ascolta può essere no, poichè comporterebbe da parte di entrambi una sorta di "scesa a compromessi", oppure si perchè con la situazione che si era creata si avrebbe potuto collaborare invece di scornarsi, e allo stesso tempo si sarebbero "controllati" a vicenda.
L'affermazione di porro (pur essendo "solo" un'affermazione che non abbiamo potuto riscontrare completamente nella realtà) non prometteva male in fondo:
"Niente inciuci, ma cercheremo accordi di programma. Non nelle segrete stanze dei partiti ma in consiglio comunale, davanti ai cittadini"

Di sicuro rimane però che non ci sono sotto solo ragionamenti di tipo politico-strategico.
L'impressione è quella che pdl, udc, e lega abbiano agito in parte per ordini "superiori" (quindi coordinamenti provinciali) e non certo nell'interesse dei Saronnesi che
avevano espresso una scelta di voto.
Ma oltre a questa impressione c'è la certezza degli interessi di molti dei consiglieri pdl a difendere i propri interessi clientelari.

Tramacere dichiara:
"È il momento, una volta per tutte, di fare chiarezza. Intanto una premessa: se fra i 10 consiglieri del Pdl, ve ne fosse anche solo uno di destra, per favore lo dichiari apertamente: scriva IO, Nome Cognome, sono di destra. Personalmente non ne conosco neppure uno ma sono curioso, mi piacerebbe sapere se vi siano Signori Consiglieri di destra nelle file degli eletti del Pdl.
Chiusa la premessa mi permetto d'inserirmi nel dibattito sul "perchè si siano dimessi come un fulmine". La risposta che il sottoscritto scrive (e firma) è semplice. Si sono dimessi come un fulmine perchè sono al corrente che il sottoscritto ha chiesto una sola fondamentale cosa al Sindaco Luciano Porro: avere a disposizione tutta la documentazione contabile e contrattuale così da poter dichiarare alla città, entro il 30 settembre 2009, da "controllore gratuito della gestione", quali siano i risultati cui giungerò. Se tutto è a posto: nessun problema. Se trovassi elementi di danno per il Comune di Saronno: non riusciranno nè a comprarmi nè a coprire le eventuali malefatte.
È per impedire questo controllo che si sono dimessi come un fulmine (forse fra i dimissionari vi è anche una parte sana, forse!)."

In questi stessi giorni è fallita la isi srl. la società è di proprietà per il 50% della Agrofin spa che ha sede sempre a Milano in via Durini 27. In quota leggermente minoritaria c’è un’altra società, la Mc Holding con sede a Milano in via dell’Unione. Mentre una piccolissima quota è di proprietà di Cristina Gussoni che è domiciliata a Lugano, in Svizzera.
La situazione del fallimento è molto discussa in città, in quanto la Agrofin spa (società che ha la stessa sede legale della Isi sr ormai fallita) vede come secondo socio per quantità di quote il noto imprenditore saronnese, ed ex consigliere comunale, Nicola di Luccio.
Da sottolineare il fatto che la isi srl fallendo ha lasciato al comune gli oneri di urbanizzazione non versati che ammontano a oltre 400 mila euro. A cui si aggiungono le opere a scomputo oneri che ovviamente non saranno mai realizzate...che pare ammontino a 1,2 milioni di euro.
Borroni Federica

martedì 9 giugno 2009

RISULTATI AMMINISTRATIVE SARONNO

RENOLDI ANNA LISA 48,44%
PORRO LUCIANO 27,37%
PROSERPIO ANGELO 12,71%
TRAMACERE VITO 6,14%
NAPPO ANNAMARIA 3,24%
LUCANO DARIO 2,09%

si va al ballottaggio fra Porro e Renoldi
(clikka sull'immagine per vedere i risultati lista per lista...)

martedì 31 marzo 2009

cosa è successo al consiglio comunale di ieri?

Consiglio comunale a dir poco scandaloso, come al solito.
L’impressione è sempre quella di un ambiente a metà fra l’asilo nido e l’osteria.
La lega che sbrodola populismo elettoral-razzista-xenofobo invece di preoccuparsi dei problemi pratici della città, PD, Socialisti, e rifondazione comunista con interventi che oscillano fra frasi da campagna elettorale e discorsi di livello nazionale e quindi poco rilevanti in un consiglio comunale. Infine i consiglieri di maggioranza succubi della giunta ma soprattutto di Gilli.
L’unico che fa commenti pertinenti e pratici ma forse scegliendo i termini sbagliati è Strada dei Verdi, che risulta quindi il rompiscatole (per non dire altro) di turno.
Già da queste osservazioni si capisce perché pur essendo un consiglio comunale aperto, i cittadini presenti si contassero su una mano.
Da segnalare due illustri assenze, Tramacere e Proserpio, che si propongono come sindaci sostenuti da liste civiche, rispettivamente di centro destra e centro sinistra.
In questa serata l’ODG oggettivamente più rilevante era l’approvazione del bilancio di previsione.
Le critiche, le osservazioni e le domande mosse da PD, verdi, socialisti e comunisti (escludendo chiaramente le chiacchere) sono parse sensate, ma per gran parte di esse sono rimaste inascoltate e non hanno avuto risposta dalla maggioranza, che si limitata alla difesa e all’autocompiacimento.
Fra le altre:
Perché si preveda un costo di soli 36 euro al mq per l’asta del terreno di Via Benetti?
Perché la copertura della raccolta differenziata copre più del 100%?
Come potete fare conto solo sul fatto che si avrà anche quest’anno 1 milione di euro dalle multe, e non avere una strategia per le entrate che sopperisca alla mancanza delle entrate ici su prima casa?
Dove sono finiti i mille progetti per palazzo visconti e relativi soldi? Non vi interessa magicamente più?
Perché sono previsti così pochi fondi per gli interventi di riqualificazione di marciapiedi e strade per renderli utilizzabili anche ai disabili?
Perché spendere 650.000 euro per l’immobile Montesanto?
Perché avete scelto delle vie poco trafficate per gli interventi di controllo della velocità, invece di quelle a richio?
Perché non avete destinato nulla allo sviluppo ecosostenibile?
Perché i soldi per la manutenzione straordinaria del verde sono destinati a fiori per i vasoni di cemento e all’irrigazione di aiuole e rotonde anziché a parchi e a micro polmoni verdi?
Perché il comune dovrebbe dare 70.000 euro all’università dell’insubria?
Quest’ultima è stata forse l’unica risposta data dal sindaco, che spiega che sono stati imposti dei parametri dal decreto Mussi e confermati poi dalla Gelmini, per le università, parametri per cui la sede di saronno dell’insubria non ha i soldi e il comune paga per loro pur di non farli andare via, con la promessa che in questa sede l’insubria aumenterà le sue attività.
L’opposizione pone inoltre l’accento sul programma sicurezza della maggioranza, chiedendosi se serva davvero aggiungere 5 vigili di quartiere se poi già alle otto di sera per strada non c’è nessuno!
Con Opposizione in questo caso faccio esclusione della lega che ieri sera non si è certo evidenziata per interventi brillanti, limitandosi a votare contro o astenendosi ad ogni provvedimento.
A questo punto ci si chiede perché mai allora si alleano con il pdl? Sempre che lo facciano chiaramente. E se questa fosse solo una “mossa” per evitare il brutale passaggio di opinioni da oppositrici in favorevoli alla maggioranza? In ogni caso quindi risulterebbe un atteggiamento ipocrita.

Rimane il fatto che qui non si distingue praticamente nessuno e i cittadini sopravvivono nell’indifferenza dei loro rappresentanti.


FRASI CLUE DELLA SERATA:
• Mariani(presidente): la giunta non è tenuta a rispondervi sul bilancio
• DeMarco(pdl): non è per mancare di rispetto all’opposizione che ci alziamo e girovaghiamo per l’aula (o anche fuori aggiungo io) è perché queste sedie sono scomode!
Risposta di Giannoni(Lega nord): Le avranno fatte a Palermo.

qui la cronaca più completa:
http://files.meetup.com/689871/consiglio%20comunale.doc

martedì 3 marzo 2009

bosco della moronera

Un bosco grande come 100 campi di calcio rischia di essere cancellato.
Vi riportiamo di seguito un'intervento del 28 febbraio di Luigi Pagani.


La terra dei nostri padri? Forse dei nostri zii... Anzi, dei nostri "semplici conoscenti"di Luigi Pagani

Sono apparse alcune "correzioni" a dei manifesti elettorali fuori stagione, vicino Lomazzo.
La Lega dice "Basta cemento"? E il bosco della Moronera,
grande come 100 campi di calcio, non rientra nella categoria "Terra
dei nostri padri"?


Un polmone verde non è più tale se a puntargli sopra il mirino di uno
svincolo autostradale è Leonardo Carioni, presidente Lega Nord della
Provincia di Como?

Lo stesso Carioni è anche il Sindaco-Don Rodrigo di Turate, comune
dove avrebbe dovuto scorrere la Pedemontana per salvare il
bosco:"Quest'autostrada non ha da passare nel mio comune...".
E la Lega di Lomazzo? Chi dorme non conserva boschi...


http://www.produzionidalbasso.com/allegati/261/MoroLight.pdf



Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza