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giovedì 3 dicembre 2009

PRECISAZIONE NUOVE NOTIZIE SULL'ACQUA DI SARONNO

Il nuovo pozzo sarà o al bocciodromo o in area carlo porta, deciderà la provincia.
Per farlo il commissario ha chiesto un mutuo di 900mila euro.
Luca Cabrini

mercoledì 2 dicembre 2009

IMPORTANTE: ACQUA A SARONNO

pubblichiamo il comunicato stampa con preghiera di diffusione:

I genitori e il preside della scuola elementare Pizzigoni, la rappresentante delle Pediatre di Saronno, i rappresentanti del “Comitato acqua per Saronno” e il Dott. Edoardo Bai, responsabile scientifico dell'Associazione Internazionale Medici per la Protezione dell'Ambiente, esperto in tossicologia ed inquinamento ambientale, responsabile regionale di Legambiente che hanno partecipato alla riunione del 27-10-09, desiderano ringraziare il Commissario Prefettizio del comune di Saronno per l'impegno preso in tale sede.
La Dott.ssa G. Longhi, infatti, ci ha garantito la realizzazione di uno o due pozzi: uno, ricavato dall'approfondimento di quello esistente e contaminato da trielina (che per questo motivo non sarà mai più rimesso in rete), l’altro da realizzare ex novo in zona bocciodromo, successivamente al primo.
Ciò ci tranquillizza, anche se resta qualche preoccupazione, dovuta al fatto che l'ultimo prelievo in rete effettuato dal gestore dell'acquedotto ha riscontrato ancora le presenza di trielina, seppure a livelli di 2 mg. per litro.
Ci preoccupa soprattutto, al momento attuale, il modo con cui la ASL ha svolto il suo compito istituzionale, che a nostro parere non garantisce la tranquillità che deriva dal sentirsi 'in buone mani' cioè tutelati nei confronti dei pericoli ambientali sempre più presenti nelle nostre zone.
Vogliamo spiegarci, perché riteniamo sia essenziale che l'Ente preposto alla tutela della nostra salute agisca col rigore necessario al compito che deve svolgere. Ci auguriamo perciò che questa nostra dichiarazione pubblica sia presa per quello che è: il desiderio che la ASL assuma atteggiamenti più rigorosi, in nome della sua stessa credibilità, che riteniamo essenziale per tutti.
Le ragioni della nostra critica sono di seguito riassunte:
riscontrata da anni nel pozzo di via Parini presenza di trielina, in quantitativi allarmanti, vicini se non superiori al limite oltre il quale l'acqua viene dichiarata NON POTABILE.
Su nostra segnalazione la ASL rispondeva in modo sconcertante affermando il superamento dei limiti di legge per gli inquinanti fin dal 2005 (15 mg., scesi a 10,8 nel 2008 – max previsto dalla legge:10)
ASL assicurava che non esisteva alcun pericolo: l’acqua in rete presentava concentrazioni più basse, in quanto diluita con quella attinta dagli altri pozzi.
Affermava anche che la letteratura scientifica della IARC (agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) riporta la classificazione della trielina come cancerogeno di classe 2A, cioè possibile cancerogeno per gli animali.
Le affermazioni di cui sopra non trovano riscontro nelle analisi del gestore dell’acquedotto e nelle stesse fonti bibliografiche citate dalla ASL (IARC):
Le analisi del gestore mostrano concentrazioni di trielina, (e non tetracloro come affermato da ASL), vicine ma sempre inferiori al limite. Ciò denota una diversa metodica utilizzata dall’ente e dal gestore e ci sconcerta in quanto le analisi del gestore, eseguite a rubinetto - dove bevono i bambini - danno risultati molto meno rassicuranti di quelli trasmessi dalla ASL.
Lo IARC classifica la trielina come cancerogeno probabile (grado di certezza superiore a possibile) per l'uomo (mentre per l'animale, il rapporto causa/effetto fra trielina e tumore è sicuro).
Sempre da IARC, apprendiamo che esistono casi di associazione fra leucemia e elevati livelli di trielina nell'acqua potabile , riscontrati nel New Jersey e a Lagakos, il fatto non può non lasciarci qualche preoccupazione.
Per questi motivi non vogliamo che il pozzo di via Parini sia riaperto, e ci scusiamo con i cittadini di Saronno, che potrebbero subire qualche disagio , ma siamo convinti di proteggere anche la loro salute.
Troppe cose però restano poco chiare, e vorremmo che fossero risolte da chi ha l'obbligo di farlo, e a cui perciò desideriamo rivolgere alcune domande:
-La ASL dovrebbe stilare il programma dei controlli dell'acqua potabile. Sono stati programmati regolari controlli a rubinetto dell'acqua della scuola per essere sicuri di distribuire acqua potabile? (per es. ogni 6 mesi, trattandosi di composto cancerogeno, 2A)
E se sono stati eseguiti, perché la ASL non ce ne ha trasmesso i risultati nella lettera di risposta inviataci in data 16 giugno 2009?
Né sono risultati rassicuranti i controlli effettuati dall’A.R.P.A., che hanno portato alla chiusura del pozzo di Via Parini, all’inizio di agosto.
Chiediamo, dunque, di essere informati tempestivamente sulla programmazione dei controlli in acquedotto e sui risultati delle analisi.
Infine: Quale è l'origine della contaminazione da trielina?
Questa domanda è rivolta alla provincia, che è l'Ente per legge incaricato di effettuare i controlli, ma anche alla ASL che può richiedere interventi a tutela della pubblica salute, come è il caso di cui stiamo discutendo.
L'unica parziale risposta ci è venuta, ancora una volta, dal Comune, e dal gestore che sta analizzando tutti i pozzi privati per rintracciare l'origine dell'inquinante. Dai primi risultati pare che la trielina sia diffusa su un fronte ampio, senza possibilità quindi di rintracciare una fonte precisa.
E’ possibile che almeno una delle fonti possa essere la Cantoni, fabbrica tessile dismessa? Cosa dice a questo proposito l'archivio della ASL?
E perché, da ultimo, non è mai stata avviata la procedura di caratterizzazione dell'area, come impone la legge 152, nonostante sia in progetto il riutilizzo dell'area?

I genitori e il preside della scuola elementare Pizzigoni,
la rappresentante delle Pediatre di Saronno,
i rappresentanti del “Comitato acqua per Saronno”
il Dott. Edoardo Bai, responsabile scientifico ISDE.

Saronno, problema acqua potabile(?)

Aggiornamento situazione dell'acqua potabile: Tolto da 2 giorni dalla rete saronnese ANCHE il pozzo di via Carlo Porta dove i livelli di nitrati superano la soglia di attenzione! Oltre alla pessima qualità è sempre più gravoso il problema quantità: sono sempre di più i saronnesi vittime di notevoli cali di pressione.

Luca Cabrini

sabato 28 novembre 2009

Salviamo l'acqua!!!!


"Donne per cambiare" promuovono, per tutto novembre e dicembre la campagna di raccolta firme "SALVIAMO L'ACQUA" per chiedere al comune di Saronno di riconoscere nel proprio statuto comunale il diritto umano dell'acqua come bene pubblico privo di rilevanza economica.
www.donnepercambiare.altervista.org
Luca Cabrini

giovedì 26 novembre 2009

La Situazione dell'acqua a Saronno


COS’E’ SUCCESSO?
Tutto è iniziato lo scorso 5 marzo, quando i genitori della scuola elementare Pizzigoni quelli, dell'istituto comprensivo Leonardo da Vinci, alcuni pediatri, esponenti di Legambiente e vertici scolastici hanno avvisato i responsabili dell'amministrazione comunale e della Saronno Servizi della situazione d'allarme dei pozzi. Il primo comunicato stampa del comitato è apparso solo a giugno sul Sole24ore, primo quotidiano a prestare attenzione a questa denuncia.
Nel frattempo arriva la risposta di Saronno Servizi che sottolinea che "I valori del tricloroetilene e tetracloroetilene sono conformi a quelli di parametro previsti dalla legge. I prelievi vengono effettuati con cadenza rigorosamente mensile, al pozzo di via Miola Parini, così come in tutti gli altri pozzi". "In ogni caso - conclude il presidente Rota -si è già conclusa una prima fase di analisi e progettazione mirata alla individuazione della soluzione.
Il "Comitato Acqua Saronno" insieme all'Associazione Genitori, al gruppo delle Pediatre di Saronno e ai Dirigenti scolastici degli Ist. Comp. "L. Da Vinci" e "A. Moro" ha inviato ad agosto una lettera di denuncia direttamente all'ARPA Lombardia, nonchè le risposte alle note poste dall'Amministrazione Comunale e dall'ASL.
A settembre arriva la risposta dell'ARPA alla denuncia circa il pozzo.
Si evince dalla lettera non solo che le preoccupazioni erano fondate ma soprattutto che la Saronno Servizi, invitata a prendere le misure necessarie, in data 07/08/2009 ha DISATTIVATO il pozzo.
Intorno al 15 settembre Il commissario prefettizio Giuliana Longhi e i vertici della Saronno Servizi hanno annunciato tramite comunicati stampa la chiusura del pozzo, affermando che “L’acqua potabile di Saronno non è inquinata, ma stiamo monitorando tutti i pozzi”.
Martedì 27 ottobre avviene il primo incontro con il commissario dove viene ribadito l’impegno assunto nel voler risolvere il problema,anche se è stato sottolineato che ci sono problemi di bilancio.
Ad oggi i dati delle rilevazioni mensili si fermano ad agosto.
Non si ha nessuna informazione su settembre e ottobre.

I FATTI
Dal riepilogo dei dati pubblicati sul sito della Saronno Servizi e noti dal luglio 2006, i valori dei solventi organici clorurati (tricloroetilene= trielina, noto smacchiatore e tetracloroetilene), riscontrati nel pozzo Via Parini/Via Miola, appaiono sempre superiori ai limiti della norma e, tenuto conto dell’errore analitico standard, anche al di sopra degli stessi. Ciò indica l'esistenza di un possibile e non trascurabile rischio sanitario, soprattutto per la continuità dell’esposizione, come indicato dall'Associazione Medici per l'Ambiente (ISDE Italia) e dall’ARPAT (Agenzia Regionale Protezione Ambiente Toscana), da noi interpellati (come da documentazione scientifica e bibliografica da loro fornitaci).
L’utilizzo della trielina è riservato solamente ad uso industriale per la sua tossicità, e con particolari limitazioni. La sostanza è classificata 2A (Probabile cancerogeno per l'uomo) dallo IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro), organismo dell'OMS deputato alla classificazione delle sostanze cancerogene. E' cancerogeno per alcune specie animali, inoltre diversi suoi derivati sono cancerogeni per l'uomo nonché in grado di provocare malformazioni fetali soprattutto a carico dell'apparato cardiocircolatorio. Anche il tetracloroetilene (con cui è stato sostituito, sia per uso industriale che domestico) è classificato 2A tanto che la legge italiana considera i rifiuti contenenti il tetracloroetilene come “rifiuti pericolosi” (Decreto legislativo del 3 aprile 2006, n. 152 art. 184).
E' in grado di produrre tumori epatici, renali e leucemie nei ratti.
La normativa vigente prevede che la somma dei due solventi sia pari al più a 10 microgrammi su litro, e questo è appunto da intendersi come un valore limite, NON un valore guida.
Si fa presente inoltre che i valori limite sono calcolati su individui adulti di 60 kg di peso. I bambini sono pertanto (in base alla superficie corporea e alle caratteristiche del loro metabolismo) assai più esposti degli adulti.
Nelle acque minerali il limite dei due solventi è pari a 0,1 microgrammi per litro, quindi l’acqua del pozzo, con il suo valore medio vicino a nove contiene circa cento volte in più i due solventi organici indesiderati (senza considerare l’errore di +/- 2 o 3 microgrammi per litro).
Nonostante l’indicazione di legge a sostituire la trielina con il tetracloroetilene, nel pozzo in questione si rileva che il più tossico è sempre presente in rapporto preponderante (9/1)
L’organismo umano, metabolizzando solventi di sintesi assunti con continuità, li trasforma talvolta in prodotti più tossici, a rischio di danni a carico dell’apparato gastro-intestinale, del fegato, dei reni e del sistema nervoso centrale, oltre al possibile rischio cancerogeno.
Si sottolinea inoltre che nell’usuale utilizzo dell’acqua corrente, vi sono dei fenomeni di concentrazione, ad esempio attraverso la cottura dei cibi, quando l’evaporazione rende i due solventi ancora più concentrati nei vapori e di accumulo (ad es.: assunzione diretta, lavaggio di frutta e verdura ed igiene personale, soprattutto dell’infanzia).
La pratica di chiusura periodica del pozzo ( quando i rilievi mostrano valori più alti), di riduzione della sua portata o di miscelazione con le acque provenienti da altri pozzi non sono risolutive rispetto ad una situazione di tale potenziale pericolosità per la salute dei bambini.

PER CAPIRE DI COSA STIAMO PARLANDO….
Cosa sono la trielina (tricloroetilene) ed il percloroetilene (tetracloroetilene)?
Sono due composti che appartengono al gruppo dei solventi clorurati, ossia composti chimici prodotti sintetici in massima parte derivati dai primi termini dagli idrocarburi alifatici per sostituzione di uno o più atomi di idrogeno con altrettanti atomi di cloro.
Sono liquidi incolori o con riflessi blu utilizzati per sgrassare le superfici dei metalli e per la pulizia a secco di indumenti e tessuti.

Perché si trovano nell’acqua?
Sono presenti nell’acqua per la contaminazione del terreno e del sottosuolo, causata da pratiche industriali non corrette, quali lo scarico in pozzi perdenti o fognature.

Perché questi prodotti sono inseriti tra i contaminanti dell’acqua potabile?
Perché l’esposizione a queste sostanze in determinate concentrazioni per un lungo periodo può provare danni alla salute

Quali sono i loro effetti sulla salute?
Il tricloroetilene e il tetracloroetilene sono molto volatili e possono essere facilmente assorbiti dall’organismo sia per ingestione che per inalazione.
L’esposizione prolungata anche a basse concentrazioni di questi due composti aumenta il rischio di sviluppare tumori o danni al fegato, oltre che al sistema nervoso centrale.

Quali sono le concentrazioni massime ammissibili?
La somma delle concentrazioni delle due sostanze non deve superare i 10 microgrammi/l (millesimi di milligrammo per litro).

Come viene trattata l’acqua quando si supera la concentrazione massima ammissibile?
La concentrazione di queste due sostanze può essere ridotta con impianti di trattamento a carboni attivi, che le assorbono, o in torri di strippaggio, che consentono la loro evaporazione.
Il trattamento viene effettuato dal gestore dell’acquedotto, che controlla anche l’efficienza dell’impianto e alla qualità dell’acqua trattata.

Come posso trattare l’acqua in casa?
L’acqua normalmente immessa nella rete di distribuzione deve rispettare le concentrazioni massime ammissibili e quindi non è necessario trattarla per migliorarne la qualità.
Anzi, il trattamento domestico dell’acqua con apparecchiature non idonee può peggiorarne la qualità.

Articoli a riguardo e documenti
La lettera che il dirigente scolastico della scuola Pizzigoni, i pediatri della città e alcuni esperti hanno inviato al sindaco e alla Saronno servizi per chiedere chiarimenti
Articolo VareseNews 12 giugno
Articolo VareseNews 15 settembre
Articolo Varese Notizie 3 novembre
Articolo La Provincia di Varese 4 novembre

(clicca sulle immagini per ingrandirle)

Borroni Federica
Fonti: Giuseppe Calderazzo
Gruppo fb comitato acqua per saronno
Varesenews
La Provincia di Varese

lunedì 23 novembre 2009

"Chiare fresche e dolci acque....si ma quando?"

La serata si è tenuta lunedi 16 Novembre patrocinata dal comune di Saronno con la collaborazione di Legambiente Lombardia (presente il suo presidente Damiano Di Simine ) ed organizzata da Legambiente circolo di Saronno,presenti anche Regione Lombardia con il dirigente Mario Clerici ,Sergio Canobbio consulente proveniente dall'Università di Milano Bicocca, presenti anche alcuni funzionari dell'ARPA e la Dott.sa Maria Rita Minciardi dell'ENEA.E' stato presentato un progetto, finanziato dalla regione Lombardia con fondi europei,volto a migliorare lo stato delle acque dei torrenti più inquinati della regione che sono il Seveso , il Bozzente, il Lura e il Mella (BS).Ovviamente si è parlato esclusivamente del fiume Lura visto che attraversa la nostra zona e taglia la città di Saronno.Fin dall'esposizione del primo relatore è parso evidente il caso disperato di questo torrente.Infatti oggi le acque che scorrono nel suo letto sono prevalentemente quelle in uscita del depuratore gestito dal Consorzio Lura che si trova a nord di Saronno.Questo perchè? Semplice l'eccessiva urbanizzazzione a nord della sorgente ha tolto la possibilità alle precipitazioni di alimentarne la sorgente. Infatti il terreno aveva lì una grande capacità di accumulare le acque piovane e di rilascirale gradualmente nel tempo per alimentare il fiume.Siccome il terreno cementificato non ha questa capacità succede che le piogge vengono rigettata violentemente nel letto del fiume dando vita a piene repentine che ne causano anche gli straripamenti. Questo è direttamente collegato alla mancanza di acqua negli altri periodi.

Conclusione mi viene da pensare che la regione abbia comunque accettato i soldi della UE ( mica son fessi) pur sapendo di spenderli in qualcosa di irrealizzabile. Daltronde siamo vicino alle elezioni e perchè non mettersi la medaglia dei paladini dei fiumi ,magari qualcuno gli da anche il voto. Dico questo anche perchè i numerosi interventi del pubblico hanno chiaramente messo in evidenza che il progetto non si basa su azioni concrete e mirate di cui si conoscono i tempi e i modi degli interventi.Ma è l'ennesimo progetto volto a valutare ,misurare ,capire analizzare.Basta spendere i soldi inutilmente.

Alcuni documenti da consultare:

1-Il modello di governance nell'esperienza lombarda dei Contratti di fiume Giammella

2-GLI EROICI PESCI DEL LURA

Mirko Giammella

domenica 15 novembre 2009

"Chiare fresche dolci acque..." Quando?

VI RICORDIAMO l'appuntamento di

"Chiare fresche dolci acque..." Quando?

lunedì 16 novembre ore 21.00

Aula Magna Scuola Aldo Moro

Viale Santuario, 13 Saronno


Lo stato del Lura e gli obiettivi di qualità

Interverranno:
Sergio Canobbio - Dipartimento di Scienze dell'Ambiente e del Territorio, Università degli Studi di Milano Bicocca
Mario Clerici - D.G. Reti e Servizi Regione Lombardia
Maria Rita Minciardi - ENEA Sezione di Biologia Ambientale

Modera e conclude
Damiano di Simine: Presidente Legambiente Lombardia

SAREMO PRESENTI CON UN BANCHETTO INFORMATIVO.

VI ASPETTIAMO!!!!!!!!!!!

mercoledì 17 giugno 2009

L'acqua dei saronatt

I verdi per Saronno hanno rilasciato un comunicato stampa in cui commentano aspramente la situazione dell'acqua pubblica, criticando l'operato dell'amministrazione Gilli a riguardo:
ecco il comunicato rilasciato a Varese News:


«Maggiori approfondimenti sulla qualità dell’acqua»

Le critiche dei Verdi a comune e Saronno Servizi che affermano: “Non è sufficiente pubblicare sul sito le relazioni sui prelievi effettuati mensilmente
riceviamo e pubblichiamo

L’ennesimo silenzio da parte del Comune di Saronno riguardo la presenza di nitrati, tricloroetilene e tetracloroetilene riscontrati nell’acquedotto cittadino e segnalate a più riprese negli ultimi anni da parte dei genitori degli alunni della scuola Pizzigoni, ci portano ad effettuare alcune considerazioni, da troppo tempo la questione è stata ignorata del Comune e i dati che appaiono ogni mese sullo stato delle acque della nostra città non ci sembrano così rassicuranti da giustificare questo silenzio.

7 pozzi su 11 risultano a rischio, con livelli di nitrati quasi sempre sotto i limiti fissati dal D.lgs. 31 / 2001 (limite di 50), ma non in termini rassicuranti; infatti i pozzi denominati: Palazzo Comunale, Maestri del lavoro, Miola-Parini, Miola 79/81, C.Porta, Viale Prealpi e Bocciodromo, presentano risultati tra i 40 e 50 di nitrati ed in alcuni di questi pozzi, sono stati riscontrati dati anche superiori al limite di 50. Questa situazione, che continua da anni, è preoccupante ed è stata fino ad oggi sottovalutata.
La Saronno Servizi non può continuare a rispondere che i dati sono “sotto controllo e nei limiti previsti dal decreto legislativo”, deve sottoporre al Comune un piano d’azione che preveda un programma di miglioramento della qualità dell’acqua.
Il Comune di Saronno deve pretendere da Saronno Servizi una gestione trasparente, non è sufficiente pubblicare sul sito le relazioni sui prelievi effettuati mensilmente, occorre predisporre un sistema che certifichi e monitoraggi con puntualità la qualità delle acque erogate. La Saronno Servizi non può svolgere contemporaneamente il ruolo di controllore e controllato.
I pozzi: Miola-Parini, Miola 79/81, C.Porta, Palazzo Comunale e Maestri del lavoro sono oramai perennemente al limite della qualità delle acque, occorre pensare a dei nuovi pozzi che gradualmente sostituiscano gli esistenti.
Occorre predisporre da subito il programma delle “Case dell’Acqua”, passato quasi all’unanimità in Consiglio Comunale, guarda caso con il voto contrario del Sindaco Gilli, che evidentemente conoscendo lo stato di salute delle acque saronnesi, non ha voluto prendere impegni.
Ma più in generale occorre cambiare la Gestione politica della Saronno Servizi che da anni segue le direttive del Sindaco, senza che il Consiglio comunale venga informato o coinvolto nelle scelte e con un Consiglio d’Amministrazione non all’altezza del suo
compito.
16/06/2009
Verdi per Saronno

martedì 21 aprile 2009

L’acqua: bene comune e non merce

riceviamo e siamo lieti di pubblicare questo comunicato stampa ell'associazione immagina lomazzo.

L’associazione culturale Immagina Lomazzo ha organizzato un incontro pubblico dal titolo “L’acqua: bene comune e non merce” per discutere dei cambiamenti legati alla privatizzazione della risorsa idrica.

Interverranno all’incontro:

Damiano di Simine, Presidente di Legambiente Lombardia

Roberto Fumagalli del Comitato Italiano per il contratto sull’acqua

Giancarlo Gerosa, presidente di Lura Ambiente S.p.A,

rappresentanti delle amministrazioni comunali locali

Graziano Polli, presidente dell’Associazione Immagina Lomazzo.

La popolazione è invitata a partecipare al successivo dibattito: da una parte saranno i sostenitori della privatizzazione e dei vantaggi che potrebbe produrre la competizione; dall'altra chi ritiene che il servizio idrico sia, innanzi tutto un diritto da assicurare, mentre la trasformazione dell'acqua da bene comune a merce rischia di assoggettarla alle logiche del mercato, con le conseguenze che alcuni paesi hanno già sperimentato: speculazioni, aumento incontrollato dei prezzi, ecc.

Immagina Lomazzo tornerà a breve alla campagna per la salvaguardia del bosco della Moronera, l'ultimo polmone verde tra Como e Milano. Oltre ad un documentario in fase di realizzazione e ad un'intervista rilasciata ad una troupe di Rai3 che andrà in onda nei prossimi giorni, l'associazione prevede una nuova serata informativa, appena saranno resi pubblici i progetti di Pedemontana S.p.A per la compensazione ambientale.

Nel frattempo l'incontro sull'acqua avrà luogo il prossimo giovedì 23 aprile, preceduto da una testimonianza video di Padre Zanotelli, alle ore 21.00, presso la sede ex Asilo Garibaldi, in P. za IV Novembre, a Lomazzo e sarà trasmesso in diretta Web sul sito:

http://www.immaginalomazzo.it

Per informazioni: info@immaginalomazzo.it

Immagina Lomazzo

Lomazzo, 20/04/2009

qui sotto pubblichiamo la locandina dell'evento (per vederla cliccate sull'immagine)

mercoledì 25 marzo 2009

lunedì 9 marzo 2009

Le Case dell'Acqua finalmente (forse) a Saronno!!!

L'interpellanza sulle case dell'acqua dei verdi è stata finalmente ascoltata al consiglio comunale del 26 febbraio, ed è passata con l'astensione della maggioranza e il voto negativo del sindaco Gilli!

Pare, fra l'altro che SaronnoServizi, che si occupa del servizio dell'acqua pubblica a saronno e dintorni si fosse già in passato espressa positivamente.

C'è quindi la possibilità che questa non rimanga un'interpellaza o un progetto ma che diventi realtà!!!!!!!!!

per chi vuole informazioni sulle case dell'acqua:

http://www.contrattoacqua.it/public/journal/

venerdì 28 novembre 2008

giovedì 13 novembre 2008

La privatizzazione dell'acqua

Università statale di Milano, 12 novembre 2008

Il prof. Emilio Molinari, presidente del comitato nazionale per il contratto dell’acqua, tiene oggi una lezione sulla privatizzazione dell’acqua approvata con la famosa 133, ovvero la finanziaria, che come sapete è “la stessa” che tocca argomenti come nucleare incenerimento e tagli all’istruzione e alla ricerca.

Ci spiega che la situazione mondiale è grave. Negli ultimi 60 anni (in sostanza dal boom del consumismo) se n’è andato il 50 % delle risorse idriche del pianeta. E noi utilizziamo 11 litri di acqua potabile ogni volta che tiriamo lo sciacquone.

Gli scienziati ONU dichiarano che nei prossimi decenni il 48% della domanda d’acqua non riuscirà ad essere soddisfato, e che quindi entro il 2050 saranno circa 1 miliardo i profughi idrici che si aggireranno per il mondo (e chissà come reagirà la lega!). Sempre per dare l’idea della situazione drammatica dobbiamo sapere che 4900 bambini muoiono ogni anno non di fame ne di sete ma di diarrea, poiché costretti a bere acqua non potabile. Ad oggi tutte le fonti italiane sono di proprietà della danone e della nestle, e in tutto il mondo il monopolio delle acque in bottiglia è di coca cola e pepsi cola che producono la cosiddetta acqua morta ovvero acqua non potabile che subisce processi di purificazione per diventarlo, ma che di fatto manca di tutti le benefiche caratteristiche dell’acqua di fonte. Di questo passo arriveremo ad avere con l’acqua lo stesso atteggiamento e gli stessi problemi che abbiamo con il petrolio, e anzi Chris Mayer, economista americano e professore della Columbia Business School, ci dice che dobbiamo investire nell’acqua perché quando scarseggierà (e cioè fra non molto) le rendite saranno altissime, per non parlare di quando l’acqua dovrà essere comperata al barile e si dovrà istituire un OPEC dell’acqua. Per farvi un esempio Fideuram e Amro già sponsorizzano i titoli idrici.

Gli epicentri di questo dramma saranno 3: Cina, USA e Mediterraneo. Vi basti pensare al nord africa, o anche senza andare troppo in la nel mediterraneo anche a Barcellona, già perché d’estate a Barcellona devono arrivare le navi cisterne d’acqua perché non riesce già più ad essere indipendente.

Ora pensiamo all’Italia. Il 60% del PIL è prodotto in Lombardia, grazie al Po, indispensabile sia per le imprese agricole e d’allevamento che per le industrie. Il Po però sta cambiando il suo assetto idrogeologico, in altre parole sta morendo, e con lui morirebbe il 60% del nostro tanto adorato PIL.

Nella zona di Parma la Nestlè ha praticamente prosciugato le risorse di 2 paesi ed ora finanzia una ricerca presso l’Università di Parma perché si individuino nuove sorgenti. Questo fra l’altro a riprova che il sapere unito alle multinazionali diventa un’arma letale. Ora in Italia spendiamo 400 milioni di euro annui per l’acqua pubblica che subisce moltissimi controlli proprio perché pubblica e nonostante questo continuiamo a comprare acqua in bottiglia che ci costa 1000 volte di più di quella del rubinetto quando i controlli per l’acqua in bottiglia vengono fatti solo una volta l’anno. Se consideriamo inoltre che una bottiglia d’acqua può girare 2 anni prima di arrivare al consumatore e che quindi muta le sue proprietà ci rendiamo conto di quanto tutto ciò sia a dir poco delirante.

Con questa legge sarà obbligatorio per i comuni privatizzare ma da ben pochi comuni e sindaci arrivano segni di protesta. In compenso secondo una recente stima ben 450 comuni italiani giocano o hanno giocato in borsa con i derivati indebitandosi fino al collo.

Quali saranno le conseguenze più gravi di questa privatizzazione è presto detto. Innanzitutto la qualità dell’acqua scenderà vertiginosamente e lo spreco dell’acqua sarà immane poiche per una s.p.a. non c’è guadagno nel risparmio dell’acqua, ma nello spreco appunto, in secondo luogo i controlli, come abbiamo già visto con le acque in bottiglia, sono poco redditizi e le multinazionali ne fanno volentieri meno. Infine il problema più grosso per molti italiani, peraltro già colpiti dalla crisi, saranno le tariffe, e anzi dove la privatizzazione è già stata fatta sono già un problema per molti cittadini. Un esempio su tutti Latina, dove l’acqua è aumentata del 300%.

Una situazione in cui in molti si sono ritrovati ad indebitarsi per poter pagare la bolletta dell’acqua.


A breve posterò un’intervista fatta in questa occasione a Emilio Molinari con relativa trascrizione


http://www.contrattoacqua.it/public/journal/index.php?v=2&argm=2&c=10


Federica Borroni

venerdì 17 ottobre 2008

l'acqua non è un bene pubblico

non ci sono parole...


clikkate sull'immagine per ingrandirla...
Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza