venerdì 30 gennaio 2009

Paul Connet a Cesano Maderno!

Il professor Paul Connet è docente emerito di Chimica alla St. Lawrence University di New York e teorico della strategia «Rifiuti Zero».
Il Comitato no Inceneritore di Desio, in collaborazione con gli amici di beppe grillo di Desio, Monza, Carate Brianza e Saronno hanno organizzato una conferenza nella quale si esporrà la strategia "Zero Waste", rifiuti zero appunto, e si cercherà un confronto con il rappresentante della BEA designato dal comune di Desio.

La serata si prefigge lo scopo d'essere un momento di riflessione e approfondimento per cercare di dare una risposta alla fatidica domanda: "gli inceneritori sono la soluzione al problema dello smaltimento dei rifiuti?".

La serata si terrà alla Sala Consigliare in Piazza Duca D'Aosta a Cesano Maderno alle ore 20.30

E' un evento imperdibile data la difficoltà di reperire il professor Paul Connet!


Vi aspettiamo numerosi!

Associazione Culturale
"Gli Amici di Saronno"

lunedì 26 gennaio 2009

Manifestazione Regionale "no inceneritori"

mercoledì 28/01/09

dalle 9,00 alle 17,00

si terrà la

MANIFESTAZIONE REGIONALE
NO INCENERITORI

PRESSO IL PIRELLONE, Piazza Duca D'Aosta, 1 – MILANO

saranno presenti tutti i comitati "no inceneritori" della lombardia, e le associazioni che sostengono questa causa!

vi aspettiamo numerosi, ma nel caso non possiate partecipare mandate un commento con scritto cosa pensate di questa manifestazione....noi li stamperemo e li porteremo con noi per testimoniare la vostra "presenza virtuale"!!

sabato 13 dicembre 2008

Un altra expo è possibile oppure è meglio rinunciare?

Lunedi 15 Dicembre ore 21,00 alla Villa Gianetti in via Roma ,si terrà un incontro dal titolo:

EXPO 2015: RIPERCUSSIONI e prospettive sul terrriotrio saronnese.
Organizzata dal coordinamento del circolo di Saronno del partito democratico la serata vedrà la pertecipazione dei responsabili di provincia e regione ,rispettivamente il sig.Alessandro Alfieri e il sig.Stefano Tosi.
Invitiamo i cittadini saronnesi a partecipare per conoscere aspetti ed OPPORTUNITA' DI SVILUPPO per il nostro territorio correlati ad un grande evento come EXPO 2015.

Nella secondo parte dell'invito è molto chiaro che l'unico aspetto interessante di questo evento sarà l'opportunità di sviluppo, aggiungo io che non sarà certo SOSTENIBILE.
La fase d'avvio dell'organizzazione dell'EXPO cade nel ciclone della crisi finanziaria globale che coinvolge ormai l'economia reale entrtata in una recessione dagli sviluppi imprevedibili. E questi scenari non erano previsti al momento della candidatura.
E' chiaro che per gli amministartori di Milano l'EXPO servirebbe a dare ossigeno in modo preponderante all'industria del mattone, al consumo di territorio, alla speculazione urbanistica (oltre 2 milioni di mq di cementificazione aggiuntivi ai mega mostruosi progetti in corso d'opera, inoltre recentemente si è stimato che negli ultimi 15 anni sia stata cementificata in italia una superfice pari a quella della regione Lazione e della regione Abruzzo messe insieme, vedi sito del comune di Bovisio Masciago agenda 21 e documenti relativi al surriscaldamento globale).
Servirebbe, con la costruzione di nuove infrastrutture autostradali, a mantenere il primato della mobilità e del trasporto su gomma ambientalmente ed economicamente insostenebile.
Il tema "Nutrire il pianeta ,energia per la vita" diventa una foglia di fico per nascondere i veri obiettivi della politica economico-finanziaria neoliberista che ha portato alla disastrosa crisi odierna.
Il faraonico progetto Expo puntava a un affare di 34 miliardi di euro.
Oggi però il piatto piange.
Lo stato centrale non riesce a garantire i 4 miliardi di euro del piano di finanziamento (soldi pubblici, soldi nostri, soldi tolti alla scuola e alla ricerca, ma "noi la vostra crisi non la vogliamo pagare").
Ne mancano alcuni. Nel girotondo miliardario danzano le organizzazioni della grande criminalità (mafia,'ndrangheta,camorra).
I rappresentanti delle istituzioni dichiarano di esserne consapevoli, ma fanno poco o nulla per contrastare e sconfiggere il "capitale criminale".
A Palazzo Marino, ad esempio, si boicotta da parte della maggioranza morattiana l'istituzione della commissione d'indagine sulle mafie. E' possibile un altro EXPO?
PERCHE' non si elabora un progetto centrato sul tema della qualità del cibo e dell'ambiente valorizzando l'esperienza di SLOW FOOD e TERRA MADRE?
PERCHE' non si propone l'esclusione tassativa di ulteriore consumo di suolo dimostrando che sono sufficienti gli spazi della nuova fiera di Rho per ospitare l'Expo?
PERCHE' non si definiscono le linee di un piano metropolitano della mobilità fondato sullo sviluppo dei mezzi ecologici, soprattutto su ferro?
PERCHE' non si attua un piano rifiuti totalmente alternativo all'incenerimento?
PERCHE' non si costituisce una commissione metropolitana d'indagine sulle mafie?
Si dovrebbero coinvolgere i cittadini, le associazioni, le forze economiche, i comitati e le energie creative e competenti.
L'Expo di Moratti e Formigoni, di Berlusconi e Tremonti, di Ligresti e Tronchetti Provera, di Cabassi e Gavio, di Fiera e Compagnie delle Opere, delle Cooperative...
NON LO VOGLIAMO.
Mirko Giammella

venerdì 28 novembre 2008

lunedì 24 novembre 2008

prossimo consiglio comunale

26 novembre 2008
(clicca sull'immagine per ingrandirla)

giovedì 13 novembre 2008

La privatizzazione dell'acqua

Università statale di Milano, 12 novembre 2008

Il prof. Emilio Molinari, presidente del comitato nazionale per il contratto dell’acqua, tiene oggi una lezione sulla privatizzazione dell’acqua approvata con la famosa 133, ovvero la finanziaria, che come sapete è “la stessa” che tocca argomenti come nucleare incenerimento e tagli all’istruzione e alla ricerca.

Ci spiega che la situazione mondiale è grave. Negli ultimi 60 anni (in sostanza dal boom del consumismo) se n’è andato il 50 % delle risorse idriche del pianeta. E noi utilizziamo 11 litri di acqua potabile ogni volta che tiriamo lo sciacquone.

Gli scienziati ONU dichiarano che nei prossimi decenni il 48% della domanda d’acqua non riuscirà ad essere soddisfato, e che quindi entro il 2050 saranno circa 1 miliardo i profughi idrici che si aggireranno per il mondo (e chissà come reagirà la lega!). Sempre per dare l’idea della situazione drammatica dobbiamo sapere che 4900 bambini muoiono ogni anno non di fame ne di sete ma di diarrea, poiché costretti a bere acqua non potabile. Ad oggi tutte le fonti italiane sono di proprietà della danone e della nestle, e in tutto il mondo il monopolio delle acque in bottiglia è di coca cola e pepsi cola che producono la cosiddetta acqua morta ovvero acqua non potabile che subisce processi di purificazione per diventarlo, ma che di fatto manca di tutti le benefiche caratteristiche dell’acqua di fonte. Di questo passo arriveremo ad avere con l’acqua lo stesso atteggiamento e gli stessi problemi che abbiamo con il petrolio, e anzi Chris Mayer, economista americano e professore della Columbia Business School, ci dice che dobbiamo investire nell’acqua perché quando scarseggierà (e cioè fra non molto) le rendite saranno altissime, per non parlare di quando l’acqua dovrà essere comperata al barile e si dovrà istituire un OPEC dell’acqua. Per farvi un esempio Fideuram e Amro già sponsorizzano i titoli idrici.

Gli epicentri di questo dramma saranno 3: Cina, USA e Mediterraneo. Vi basti pensare al nord africa, o anche senza andare troppo in la nel mediterraneo anche a Barcellona, già perché d’estate a Barcellona devono arrivare le navi cisterne d’acqua perché non riesce già più ad essere indipendente.

Ora pensiamo all’Italia. Il 60% del PIL è prodotto in Lombardia, grazie al Po, indispensabile sia per le imprese agricole e d’allevamento che per le industrie. Il Po però sta cambiando il suo assetto idrogeologico, in altre parole sta morendo, e con lui morirebbe il 60% del nostro tanto adorato PIL.

Nella zona di Parma la Nestlè ha praticamente prosciugato le risorse di 2 paesi ed ora finanzia una ricerca presso l’Università di Parma perché si individuino nuove sorgenti. Questo fra l’altro a riprova che il sapere unito alle multinazionali diventa un’arma letale. Ora in Italia spendiamo 400 milioni di euro annui per l’acqua pubblica che subisce moltissimi controlli proprio perché pubblica e nonostante questo continuiamo a comprare acqua in bottiglia che ci costa 1000 volte di più di quella del rubinetto quando i controlli per l’acqua in bottiglia vengono fatti solo una volta l’anno. Se consideriamo inoltre che una bottiglia d’acqua può girare 2 anni prima di arrivare al consumatore e che quindi muta le sue proprietà ci rendiamo conto di quanto tutto ciò sia a dir poco delirante.

Con questa legge sarà obbligatorio per i comuni privatizzare ma da ben pochi comuni e sindaci arrivano segni di protesta. In compenso secondo una recente stima ben 450 comuni italiani giocano o hanno giocato in borsa con i derivati indebitandosi fino al collo.

Quali saranno le conseguenze più gravi di questa privatizzazione è presto detto. Innanzitutto la qualità dell’acqua scenderà vertiginosamente e lo spreco dell’acqua sarà immane poiche per una s.p.a. non c’è guadagno nel risparmio dell’acqua, ma nello spreco appunto, in secondo luogo i controlli, come abbiamo già visto con le acque in bottiglia, sono poco redditizi e le multinazionali ne fanno volentieri meno. Infine il problema più grosso per molti italiani, peraltro già colpiti dalla crisi, saranno le tariffe, e anzi dove la privatizzazione è già stata fatta sono già un problema per molti cittadini. Un esempio su tutti Latina, dove l’acqua è aumentata del 300%.

Una situazione in cui in molti si sono ritrovati ad indebitarsi per poter pagare la bolletta dell’acqua.


A breve posterò un’intervista fatta in questa occasione a Emilio Molinari con relativa trascrizione


http://www.contrattoacqua.it/public/journal/index.php?v=2&argm=2&c=10


Federica Borroni

salviamo il bosco della Moronera!

La notizia buona era che, grazie a "google maps" avevamo "scoperto" un bosco nella provincia di Como: sembrava impossibile imbattersi un'area verde di tali dimensioni in una delle zone più densamente popolate della penisola.
La notizia cattiva è arrivata subito dopo: questo bosco sarà cancellato dalle mappe per far posto al raccordo tra pedemontana e autostrada A9.
Sembra paradossale: il tracciato potrebbe essere spostato, salvando l'area verde, ma il sindaco di Turate rifiuta anche solo di considerare l'ipotesi di ospitare la strada sui terreni del suo Comune, anziché farla passare attraverso il bosco, nel territorio di Lomazzo.

Non si tratta di una piccola macchia, come si può apprezzare dal satellite:
http://wikimapia.org/3548596/it/ Coordinate: 45°40'38"N 9°1'9"E
Dalle foto si può capire che il solo cuore del bosco ha un'estensione equivalente a circa 100 campi di calcio.
I responsabili dei lavori per la strada rispondono che in cambio sarà realizzato "il più esteso progetto di compensazione ambientale mai sviluppato nel nostro Paese".
Quanti anni ci vogliono per compensare alcune querce giganti e altri alberi pregiati, che nella flora locale circostante sono scomparsi da decine di anni, sostituiti dalla più comune acacia di importazione?
Quanto costa riempire di nuovi alberi più di 100 campi di calcio? Senza contare le altre aree verdi da "compensare" lungo il percorso della pedemontana...

Sebbene il bosco sia più grande del più vicino paese, esso è poco frequentato perché piuttosto lontano dal centro abitato.
Se ne attraversa una parte quando si va verso la Svizzera in autostrada, ma pochi abitanti indigeni lo hanno mai esplorato, né sanno che al suo interno si possono trovare: poiane, gheppi, falchi pellegrini, picchi, fagiani, volpi e lepri (secondo un recente censimento effettuato da guardie ecologiche).

Da pochi giorni sono i iniziati i carotaggi ed è partito il conto alla rovescia per l'eliminazione del polmone verde. Nel silenzio assordante delle opposizioni dei vari comuni interessati, nonostante i dubbi espressi da alcuni governanti che hanno sottoscritto il progetto.

Un associazione culturale sta resalizzando un filmato perchè almeno sia documentato ciò che fra non molto perderemo: http://www.produzionidalbasso.com/pdb_281.html

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Fonti: www.catlomazzo.org

http://www.laprovinciadicomo.it/stories/Homepage/6282/
Secondo l'Ing. Lorenzi (Pedemontana), "la soluzione adottata è il miglior compromesso tra la necessità dell'opera e la salvaguardia del territorio". Di parere opposto è, invece, Giovanni Rusconi, vice sindaco di Lomazzo: "avevamo chiesto lo spostamento del tracciato di circa 300 metri più a sud, dove non ci sono piante, per non devastare il bosco della Moronera che è un bene di tutta la comunità, non solo nostro, ma la nostra richiesta non è stata accontentata".
La Provincia, 24 aprile 2008

http://www.gerenzanoforum.it/pagine_web/immagini/2007/falco/falco_pellerino.htm
Testimonianza sulla presenza del falco pellegrino nei dintorni di Turate e di Gerenzano.

www.pedemontana.com

Le news più aggiornate su questo argomento volutamente dimenticato su :
Comitato Ambiente Territorio Lomazzo Manera
www.catlomazzo.org

Luigi Pagani
Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza